Nome botanico: Asparagus acutifolius L.
Famiglia: Asparagacecae
Nomi dialettali: sparaci, sparaciari, sspurrengu (arbëreshë)
L’asparago è una pianta perenne che può raggiungere una lunghezza anche 1,5 metri. Il fusto risulta legnoso solo alla base, spesso strisciante. Nasce spontaneo lungo tutta la macchia mediterranea e si spinge anche a medie altitudini. I fusti sono diversi ed aghiformi e prendono il nome di cladodi, si trovano in fascetti in numero variabile da 4 a 12. In primavera dal piccolo rizoma nascono i nuovi getti che hanno fusto tenero e costituiscono la parte edule della pianta. Le foglie sono ridotte a piccole squame poco osservabili, la fotosintesi è a carico dei fusti. I fiori sono molto piccoli e verdi-giallastri i frutti sono piccole bacche verdi che cambiano colore a maturazione virando al marrone. Il suo nome ha origine greca e significa “lacerare” ed è riferito alla capacità delle spine di alcune specie di lacerare la carne.
Proprietà ed Utilizzi.
Conosciuto già ai tempi dei Greci e dei Romani si pensava avesse capacità afrodisiache e a volte venivano portati come amuleti. I turioni e soprattutto i rizomi, hanno una spiccata azione diuretica, depurativa, lassativa e dimagrante. Contengono aminoacidi (asparagina) e molti sali minerali. I turioni di A. acutifolius, così come quelli di altre specie affini, sono commestibili, hanno un sapore leggermente amarognolo e sono molto ricercati per varie preparazioni gastronomiche.