Lupino selvatico

Nome Botanico: Lupinus angustifolius, L.
Famiglia: Fabaceae
Nomi dialettali: lupinu serbaggiu 

Pianta erbacea annuale, alta fino a 60 cm, con fusto eretto e ricoperto da una folta peluria soprattutto nella parte alta. Le radici sono fittonanti; le foglie sono sottili a ricordare delle dita e  lungamente picciolate con 5-7 segmenti strettamente lineari, glabre nella pagina superiore e ricoperte da folta peluria in quella di sotto; presenza di stipole lanceolato-acuminate alla base del picciolo fogliare, lunghe 8-12 mm; i fiori sono di clore blu/viola screziati di lilla disposti in racemo allungato più o meno piramidale, quelli inferiori alterni. Il frutto è un legume irsuto lungo circa 5 cm, terminante con un becco glabro. Il Seme è liscio di forma ovoidale o globosi di colore ocra-brunastro a maturità con macchioline nere e biancastre. Un caratteristica di questa pianta è l’essere velenosa/tossica in ogni sua parte, per la presenza di forti alcaloidi tossici a livello muscolare e nervoso: la lupinina, e la più pericolosa lupaina, responsabili del gusto “amaro” con note proprietà anticolinergiche (sostanze che bloccano l’azione di alcuni neurotrasmettitori nel sistema nervoso).

Proprietà ed Utilizzi

E’ una specie tossica. I semi, molto amari, sono ricchi di alcaloidi tossici sia per l’uomo che per gli animali. In agricoltura viene usata per la pratica del sovescio in quanto è una pianta capace di fissare l’azoto.