Nome botanico: Silybum marianum (L.) Gaertn.
Famiglia: Asteraceae
Nomi dialettali: cardune, carduni, sculimbru
E’ una pianta erbacea a ciclo biennale con fusto eretto poco ramificato, spesso raccolti in densi cespugli spinosi alti anche 150cm. Le foglie inferiori lanceolate-lobate sono molto grandi, lucide e coriacee, variegate di bianco e con grosse spine. I fiori sono di colore porpora-viola, tubulosi e riuniti in un’infiorescenza. I frutti sono acheni ovali, leggermente compressi, neri e lucenti. Il cardo mariano popola i terreni incolti e molto esposti. L’appellativo di Mariano deriverebbe dalle macchie bianche presenti sulle foglie che sarebbero dovute al latte del seno della Madonna quando la pianta si era prestata a proteggere la Sacra Famiglia dalle persecuzioni di Erode. Il termine di “cardo” indica comunemente diverse specie di Asteraceae che hanno come caratteristica comune quella di essere molto spinose. Storicamente note già ai Romani; da alcuni erano ritenute erbe del diavolo ed usate per scontare peccati, altri le ritenevano erbe di Cristo per via delle spine.
Proprietà ed Utilizzi
Il cardo mariano è utilizzato in medicina da oltre 2000 anni: il succo della pianta, unito al miele era, infatti, utilizzato come rimedio per “portar via la bile”. Oggi, si utilizzano principalmente i frutti, ricchi di silimarina, un complesso di sostanze della famiglia dei flavolignani con una spiccata azione epatoprotettiva.
Il cardo mariano migliora la circolazione sanguigna addominale (decongestionante della vena porta), vanta proprietà coleretica, antiemorragica, vasocostrittrice, spasmolitica, lattagoga e ipocolesterolemizzante. Può essere utilizzato nei disturbi digestivi di natura epatica, nell’ipotensione, nel trattamento delle emorroidi, nell’insufficienza venosa degli arti inferiori, nell’insufficienza lattea e nel trattamento dell’ipercolesterolemia.